Un’architettura presente e invisibile da costruire un giorno da qualche parte.

di Maura Ghiselli

http://www.artribune.com/2014/05/unarchitettura-invisibile-da-costruire-su-tutta-la-terra-superstudio-vintage-a-genova/

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C’è fermento a Genova in occasione del vernissage di Superstudio, a Pinksummer, location strategica dedicata alle correnti concettuali che fanno tappa in città e che da oltre dieci propone un concept espositivo coerente e definito, che suggerisce una ricerca artistica estranea a vincoli formali ed estetici, e proponendo, piuttosto, una poetica sviluppata sul valore dell’Idea che costruisce il lavoro dell’artista.
E anche l’incontro con l’attività di Superstudio rimane in linea con la cultura di una ricerca creativa la cui piena e completa comprensione ha bisogno di tempi comodi, di durevoli riflessioni, di essere predisposti al ragionamento, andando oltre al concetto di pura visibilità.
Originariamente esposta in occasione della Biennale di Venezia del 1978, ma tuttavia ancora assolutamente attuale, La Moglie di Lot è un’essenziale struttura di metallo, pulita e sobria, pensata e progettata, non a caso, da chi per mestiere fa l’architetto.
Il corpo principale dell’installazione include una serie di vasche all’interno delle quali sono stati collocati dei modelli in sale di famose architetture estrapolate dal patrimonio storico-iconografico comune, una piramide, un anfiteatro , una cattedrale, il Palazzo di Versailles e il Padiglione dell’Esprit Nouveau di Le Corbusier .

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Sopra a questa prima costruzione si sviluppa un secondo complesso di elementi a sostegno di un imbuto che gocciola acqua sui modelli di sale, disgregandoli e facendo affiorare ciò che è contenuto al loro interno, una struttura di fili di ferro emerge dalla piramide, un modello di insediamento abitativo nasce dal discioglimento dell’anfiteatro, e così via, con il fine di dimostrare il legame di corrispondenza tra la forma simbolica di un corpo ed il suo reale significato funzionale e pratico.
Articolata ma lineare allegoria, La Moglie di Lot ricorda come il succedersi dei minuti, delle ore e dei giorni, inesorabile e ritmata cadenza di goccioline, altera a muta la forma e il significato dei corpi, mostrandone la vera essenza, così come, l’attesa inerte, al contrario, ne fossilizza la forma e la sostanza, proprio come le Sacre Scritture raccontano che sia accaduto alla Moglie di Lot, la quale, disobbedendo all’ordine divino di non guardarsi mai indietro, getta lo sguardo alle sue spalle e diventa una “statua di sale.”
Il sale è considerato sinonimo di purificazione, ma contestualmente anche simbolo di distruzione, a causa della sua inclemente attività corrosiva. E La Moglie di Lot ne re-interpreta il significato in maniera quasi pedagogica, suggerendo una riflessione sulla forza del tempo in rapporto alla mutazione formale, percettiva e funzionale dei corpi, il cui aspetto è alterato proprio da un ciclo perpetuo che tutto trasforma e nulla   distrugge.

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